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Covidiamoci: Il teatro di Grenzland al tempo del Covid-19

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare, diceva John Beluschi in “Animal House”, ma l’associazione culturale Grenzland è da quasi dieci anni che non perde una partita, per cui, anche nei tempi amari del Covid-19, non si è fermata, ha continuato a giocare cercando altre forme espressive per raggiungere e ampliare il suo pubblico. Fermare il teatro è stato uno choc. Il gruppo aveva in ballo alcune repliche e stava preparando un nuovo spettacolo, era in piena corsa e una brusca frenata avrebbe potuto fargli perdere oltre a tempo ed energie, anche la voglia di rimettersi in gioco, di riprendere l’attività dov’era stata fermata. Non voleva correre questo rischio, per questo ha deciso di sospendere momentaneamente quanto stava facendo, per cercare formule espressive diverse che tenessero i suoi componenti vivi e attivi, collegati tra di loro, ma anche con la gente che da tempo li seguiva. Così, in breve, ha realizzato nuove piccole rappresentazioni utilizzando i dispositivi telematici più consoni alla situazione, registrazioni vocali da lanciare sui social media e via radio, video registrati in casa singolarmente o in teleconferenza da postare sulla pagina di Facebook e nel canale YouTube “Grenzland Cultura”. Un lavoro non da poco che ha richiesto un impegno significativo per la scrittura di testi legati alla contingenza del momento, per la recitazione con registrazione individuale o collettiva, per la composizione ed esecuzione delle musiche e per il montaggio accurato di tutte le singole fatiche. Un grande sforzo che è stato ripagato con altrettanto successo e soddisfazione. Sono partiti in sordina con qualche poesia registrata solo in audio, poi hanno ampliato il loro lavoro con dei video caricati su YouTube. Hanno creato la playlist “Covidiamoci” per parlare della condizione sociale in corso, per stimolare la gente ad assumere comportamenti corretti, sani e sicuri. Ben presto questo è diventato uno spazio di teatro civile consono alla storia di Grenzland, che è stato riempito con le interpretazioni di poesie quali “Restare a casa”, “Narà tut bem”, “Rispèt”, “La mortadèla”, “Io resto a casa mia”, e con brevi recite quali “Meglio sole che male contagiate” e “In gabbia”. Nel contempo sono state messe in rete con cadenza quindicinale le registrazioni dei loro spettacoli per permettere al loro teatro di entrare nelle case della gente. E per ultimo hanno dato vita a delle piccole rappresentazioni per condividere in rete alcuni eventi presenti legati al passato, la Festa di Liberazione, il Primo Maggio, la Festa delle mamme e altro ancora. Momenti di breve ma intensa recitazione che hanno coinvolto buona parte del gruppo motivandolo quasi fosse sulle tavole di un palcoscenico. L’esperienza è stata ottima e non si fermerà qui, continuerà per tutto il periodo in cui i teatri soffriranno di una chiusura dovuta ma dolorosa. E proseguirà oltre, anche quando i sipari trentini torneranno ad aprirsi e Grenzland riprenderà a tessere le sue amate trame (si spera presto), parte della sua energia rimarrà legata a questa esperienza che ha insegnato molto, ha fatto crescere il gruppo facendolo anche divertire. Buon teatro a tutti, ovunque esso si svolga.

 

https://www.youtube.com/user/Grenzland2011

 

Info e contatti: grenzlandcultura@gmail.com